Chi siamo

Mauro

Mauro

Ero un dirigente di reti di promotori finanziari, poi ho lasciato tutto e sono diventato imprenditore agricolo. Curo direttamente la mia azienda certificata biologica; fatico come un mulo (onore ai muli quando tirano fuori la legna dai boschi) ma non tornerei indietro.

Ornella

Ornella ai fornelli

Sono una docente universitaria (insegno Didattica e faccio ricerca sulle tecnologie) e al Fienile più di tutto cucino, invento le attività con i bambini e progetto insieme a Mauro eventi e iniziative per far conoscere l’agriturismo e il suo territorio.

Irene

Irene al Fienile di Orazio

Sono Irene, classe 1999, pur essendo nata a Roma appartengo a questi luoghi e, soprattutto, ai miei animali, che amo e curo insieme a papà. Faccio anche equitazione e tutto questo mi aiuta a far scoprire la natura e gli animali agli ospiti, grandi e piccoli.

Orazio

Parecchie persone ci chiedono perché la nostra azienda agrituristica si chiama “Il Fienile di Orazio”.
Uno di noi si chiama Orazio? No, anche se molti pensano che Mauro si chiami così.
È Orazio, il fidanzato di Clarabella, lui cavallo, lei mucca, entrambi amici di Topolino? oppure Orazio, il poeta latino?

Tutti e due.

La nostra filosofia

Questo è il mio desiderio:
un pezzo di terra non tanto grande, dove ci fossero un orto e vicino a casa una fonte d’acqua perenne con qualche albero che la sovrasti.
Più e meglio fecero gli Dei. Bene.

Orazio “Satire”, libro secondo, 6

Abbiamo scelto Quinto Orazio Flacco, tra tanti poeti e artisti che potevano ispirarci, per diverse ragioni, al momento almeno tre: ha lo stesso nome del fidanzato di Clarabella; ha vissuto in Sabina, alternando con la villa di Licenza, non lontano da Tivoli, il suo risiedere lontanto da Roma; ha amato, forse più di ogni altra cosa, la vita di campagna, facendone il centro della sua filosofia (spesso fraintesa, come chiave del piacere facile, invece che del dare senso ad ogni particolare), fonte di ispirazione costante per la sua poesia.

Il terzo motivo è quello che condividiamo profondamente. Come Orazio noi veniamo da Roma, alla grande città apparteniamo, e non possiamo né vogliamo separarcene: Roma è l’intreccio di tutte le questioni nazionali e internazionali. Roma è il simbolo della complessità e dell’azione, della varietà e della scelta.
La campagna è la nostra contraddizione: rappresenta il contrasto, la scelta difficile, la fatica, il distacco ma, allo stesso tempo, la pace interiore, il piacere dello sguardo, il rilassamento, il massimo valore del minimo.

Aprire questo luogo agli altri, ispirando il nostro senso dell’ospitalità alla filosofia oraziana, è il modo che abbiamo trovato per vivere dentro la nostra contraddizione come se fosse la soluzione. E poi c’è Internet… ma questa è un’altra storia